Tag Archives: Scienza

Brexit. Le conseguenze per la scienza britannica e per quella europea

Pubblicato su Rivista Micron

Leave or remain? Abbandonare l’Unione europea o continuare a farne parte? Fino al prossimo giovedì, 23 giugno, nel Regno Unito la domanda è questa. E a chiederselo è anche il mondo scientifico. Quali conseguenze potrebbe avere, per la scienza, la sua eventuale uscita?

Pubblicato su Rivista Micron

La diffusione delle tecnologie digitali aumenta in tutto il mondo, ma non per tutti

Pubblicato su Rivista Micron

I vantaggi economici derivanti dal digitale si stanno diffondendo più lentamente rispetto alla rapidità del progresso tecnologico e alla diffusione sempre più capillare di smartphone, tablet e connessioni a Internet. A godere maggiormente dei vantaggi del digitale rischiano di essere i paesi più avanzati e le fasce più ricche della popolazione, a scapito dei più deboli, con il rischio di nuove diseguaglianze e dell’insorgere di nuovi monopoli.

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Klimaschutzplan 2050

Pubblicato su Il Deutsch-Italia

Al fine di limitare il riscaldamento globale a due gradi Celsius, i Paesi industrializzati dovranno ridurre le loro emissioni di gas serra entro il 2050 dell’80-95% rispetto ai livelli del 1990. Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, già stabilito a Copenhagen nel 2009 e ribadito da Angela Merkel nel corso dell’ultimo G7, il Governo tedesco varerà un piano nazionale sul clima entro la fine del prossimo anno. Oggi e domani, 25 e 26 giugno, si terrà presso il Café Moskau di Berlino una conferenza di apertura (Auftaktkonferenz), che darà il via al dialogo tra i principali soggetti coinvolti: autorità locali, associazioni e Bundesländer. I singoli cittadini potranno partecipare alle discussioni regionali ed inviare i propri suggerimenti via Internet, a partire dall’autunno 2015. Per facilitare il confronto tra le parti, il 10 giugno il Ministero Federale dell’Ambiente, conservazione della natura, lavori pubblici e sicurezza nucleare (BMUB – Bundesministerium für Umwelt, Naturschutz, Bau und Reaktorsicherheit) ha rilasciato un discussion paper (documento di discussione), che descrive la situazione attuale e definisce le possibili azioni alla base del piano.

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La notte la Scienza si fa bella

Pubblicato su Il Deutsch-Italia

La quindicesima “Lange Nacht der Wissenschaften in Berlin und Potsdam” (la lunga notte della scienza a Berlino e Potsdam) è stata probabilmente la notte berlinese più intrigante dell’anno. Sabato 13 giugno 2015, a partire dal pomeriggio e sino a mezzanotte, circa 26mila persone hanno visitato oltre 70 istituzioni scientifiche del territorio, dove hanno potuto conoscere il lavoro e le scoperte di numerosi scienziati e ricercatori. Si tratta certamente di un bel risultato, paragonabile a quello dell’edizione precedente. La partecipazione è stata buona anche sui social media, come dimostrato dallo Storify messo online dagli organizzatori.

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La scienza? Un gioco da ragazze

Pubblicato su Il Deutsch-Italia

Science: it’s a girl thing! O almeno dovrebbe. In Germania, più donne che uomini completano un corso di studi, ma la percentuale di scienziati di sesso maschile nelle università è decisamente maggiore, specialmente per le posizioni di leadership. Nel 2013, come riportato dal settimanale Die Zeit, la proporzione di professoresse nelle università tedesche era pari al 21.3%. Questo valore cresce se il grado di insegnamento è più basso. Il 38% delle cattedre Junior è detenuto da una donna, ma solo il 16.5% occupa i livelli C4 / W3 del Bundesbesoldungsordnung, la tabella retributiva federale. Anche tra i rettori il gender gap è evidente: solo il 14.5% degli istituti è guidato da una donna. Si tratta comunque di una carenza europea, come mostrato dal documento She Figures 2012. Nonostante i progressi, le disuguaglianze di genere nella scienza tendono a persistere. Nel 2010, infatti, il 59% dei laureati europei era di sesso femminile, ma solo il 20% degli accademici di alto livello era una donna.

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Berlino, la capitale dei talenti

Pubblicato su Scienza in Rete

Berlino è povera, ma sexy. Klaus Wowereit, sindaco dal 2001, ha descritto così la capitale tedesca. È vero, la città-Stato deve fare i conti con un debito elevatissimo che potrebbe aumentare, secondo le previsioni, sino a circa 65 miliardi di euro entro la fine del 2015. Tuttavia, la metropoli costituisce uno tra i più grandi e più moderni centri scientifici di tutta Europa, essendo sede di quattro università, sette accademie tecniche e 70 istituti di ricerca.

Berlino è una vera e propria “capitale dei talenti”. Circa 200mila persone provenienti da tutto il mondo sono impegnate a vario titolo nella scienza e nella ricerca. Nel compendio Who’s Who Wissenschaftsmetropole Berlin, curato dal portale Berlin Sciences, ci sono circa 300 profili di studiosi e scienziati che occupano posizioni chiave in città. Inoltre, sono presenti i contatti di quasi tutti gli istituti di ricerca. Questa directory online mette dunque in mostra le menti più importanti che influiscono sulle decisioni della comunità scientifica e sul benessere dei cittadini. Si tratta di un documento prezioso che facilita il trasferimento delle conoscenze e delle innovazioni alle aziende vicine e alla popolazione. Chiunque può utilizzare questo elenco, trovando rapidamente il referente più indicato per sviluppare le proprie idee o eventuali progetti. Insomma, gli scienziati “ci mettono la faccia”, consapevoli dell’importanza e della responsabilità del loro ruolo.

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La fantascuola

Pubblicato su A Nordest Di che

“Sempre due ci sono… Né più né meno… Un Maestro, e un Apprendista”. In Guerre Stellari, la famosa saga di fantascienza, il maestro Yoda è uno dei membri più saggi e anziani dell’Ordine Jedi e si occupa di addestrare i giovani cavalieri nel combattimento con la spada laser e nel buon uso della Forza, il campo di energia generato da tutti gli esseri viventi e che pervade tutto l’universo.

Certo, tutto questo è successo tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana, ma chi non vorrebbe avere un simile insegnante? Secondo uno studio condotto dall’Università di Valencia (Spagna), la fantascienza è molto popolare tra gli studenti delle scuole superiori mentre gli insegnanti la considerano come un buon veicolo per motivare l’interesse nei confronti delle materie scientifiche.

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Scienza e Ostalgie nella Germania Est

Pubblicato su Il Mitte

«La Repubblica Democratica Tedesca (DDR, in tedesco Deutsche Demokratische Republik) è scomparsa senza che la piangessimo. E l’Ostalgie è il nostro lutto a scoppio ritardato». Lo scrittore tedesco Thomas Brussig, intervistato da La Stampa nel novembre 2005, ha descritto così lo stato d’animo dei cittadini della Germania Est dopo la caduta del muro di Berlino. Nell’autore , pur a distanza di anni, sembra ancora molto forte il legame con il passato: «DellaDDR a volte mi manca la penuria. Se posso comprare tutto, spesso non compro niente. Si apprezzano solo le cose che mancano». E ancora: «Adesso all’Ovest molti vedono la scomparsa della DDR come la scomparsa di un mondo di prodotti e di marchi, mentre in realtà è scomparso un modo di vivere e di lavorare. Per esempio, il fatto che molti non avessero il telefono aveva creato la cultura delle visite».

Dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989 e la riunificazione tedesca dell’anno seguente, lo stile di vita del Paese socialista fu presto soppiantato dalle nuove libertà politiche ed economiche già presenti all’Ovest. L’unificazione venne conseguita estendendo i principi della carta costituzionale della Repubblica Federale di Germania, la Legge fondamentale (Grundgesetz), anche alla parte Est. Nella lista delle regioni, i Länder, furono aggiunti anche quelli orientali mentre l’articolo 23, che lasciava in sospeso la validità della Legge Fondamentale per un futuro in cui le due Germanie si sarebbero unite, fu abolito.

Tuttavia, molti tedeschi orientali iniziarono presto a sentire la mancanza di alcuni aspetti delle loro vecchie vite. L’Ostalgie, il neologismo coniato proprio da Brussig e che nasce dalla crasi tra Ost (est) e Nostalgie (nostalgia), si riferisce, infatti, al rimpianto che si prova per la scomparsa dello stile di vita della DDR, a favore del capitalismo e della cultura occidentale dedita al consumismo. Bisogna poi tener conto di un fatto molto importante, che contribuì ad alimentare il diffuso senso di disagio per la recente riunificazione. Il 1 luglio 1990, il marco orientale fu convertito alla pari per salari e depositi bancari, fino a 4000 marchi. Somme superiori di depositi, debiti aziendali e affitti di case furono convertiti a un tasso 2:1 mentre il “denaro speculativo”, acquistato poco prima dell’unificazione, fu convertito con un tasso 3:1. Si trattò, quindi, di un massiccio sussidio proveniente da Bonn, che di fatto ebbe l’effetto negativo di porre i cittadini orientali in una posizione subalterna, alimentando un forte desiderio di rivalsa e rendendo comunque poco competitive le aziende della defunta DDR.

Gli Ossi, i tedeschi orientali, secondo molti luoghi comuni sarebbero pigri, furbi, burocratici, in costante attesa dell’intervento statale e assolutamente privi di qualsiasi spirito d’iniziativa. IWessi dell’Ovest avrebbero invece grandi qualità morali, civiche e imprenditoriali. Niente di più falso e parziale. Il sistema scolastico orientale, probabilmente migliore e più paritario, fu smantellato rapidamente. Quello sanitario, gratuito e pubblico, fu sostituito da quello di tipo assicurativotuttora in uso. Il numero degli asili nido pubblici, un tempo diffusi in modo capillare, fu ridotto sensibilmente. La classe dirigente locale fu rapidamente rimpiazzata da quella dell’Ovest. I Länder orientali, infine, hanno ancora oggi un tasso elevato di disoccupazione, un tempo quasi assente nella DDR, mentre non sorprende il crescente consenso elettorale degli ex comunisti, il partito Die Linke su tutti.

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