Scienza e Ostalgie nella Germania Est

Pubblicato su Il Mitte

«La Repubblica Democratica Tedesca (DDR, in tedesco Deutsche Demokratische Republik) è scomparsa senza che la piangessimo. E l’Ostalgie è il nostro lutto a scoppio ritardato». Lo scrittore tedesco Thomas Brussig, intervistato da La Stampa nel novembre 2005, ha descritto così lo stato d’animo dei cittadini della Germania Est dopo la caduta del muro di Berlino. Nell’autore , pur a distanza di anni, sembra ancora molto forte il legame con il passato: «DellaDDR a volte mi manca la penuria. Se posso comprare tutto, spesso non compro niente. Si apprezzano solo le cose che mancano». E ancora: «Adesso all’Ovest molti vedono la scomparsa della DDR come la scomparsa di un mondo di prodotti e di marchi, mentre in realtà è scomparso un modo di vivere e di lavorare. Per esempio, il fatto che molti non avessero il telefono aveva creato la cultura delle visite».

Dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989 e la riunificazione tedesca dell’anno seguente, lo stile di vita del Paese socialista fu presto soppiantato dalle nuove libertà politiche ed economiche già presenti all’Ovest. L’unificazione venne conseguita estendendo i principi della carta costituzionale della Repubblica Federale di Germania, la Legge fondamentale (Grundgesetz), anche alla parte Est. Nella lista delle regioni, i Länder, furono aggiunti anche quelli orientali mentre l’articolo 23, che lasciava in sospeso la validità della Legge Fondamentale per un futuro in cui le due Germanie si sarebbero unite, fu abolito.

Tuttavia, molti tedeschi orientali iniziarono presto a sentire la mancanza di alcuni aspetti delle loro vecchie vite. L’Ostalgie, il neologismo coniato proprio da Brussig e che nasce dalla crasi tra Ost (est) e Nostalgie (nostalgia), si riferisce, infatti, al rimpianto che si prova per la scomparsa dello stile di vita della DDR, a favore del capitalismo e della cultura occidentale dedita al consumismo. Bisogna poi tener conto di un fatto molto importante, che contribuì ad alimentare il diffuso senso di disagio per la recente riunificazione. Il 1 luglio 1990, il marco orientale fu convertito alla pari per salari e depositi bancari, fino a 4000 marchi. Somme superiori di depositi, debiti aziendali e affitti di case furono convertiti a un tasso 2:1 mentre il “denaro speculativo”, acquistato poco prima dell’unificazione, fu convertito con un tasso 3:1. Si trattò, quindi, di un massiccio sussidio proveniente da Bonn, che di fatto ebbe l’effetto negativo di porre i cittadini orientali in una posizione subalterna, alimentando un forte desiderio di rivalsa e rendendo comunque poco competitive le aziende della defunta DDR.

Gli Ossi, i tedeschi orientali, secondo molti luoghi comuni sarebbero pigri, furbi, burocratici, in costante attesa dell’intervento statale e assolutamente privi di qualsiasi spirito d’iniziativa. IWessi dell’Ovest avrebbero invece grandi qualità morali, civiche e imprenditoriali. Niente di più falso e parziale. Il sistema scolastico orientale, probabilmente migliore e più paritario, fu smantellato rapidamente. Quello sanitario, gratuito e pubblico, fu sostituito da quello di tipo assicurativotuttora in uso. Il numero degli asili nido pubblici, un tempo diffusi in modo capillare, fu ridotto sensibilmente. La classe dirigente locale fu rapidamente rimpiazzata da quella dell’Ovest. I Länder orientali, infine, hanno ancora oggi un tasso elevato di disoccupazione, un tempo quasi assente nella DDR, mentre non sorprende il crescente consenso elettorale degli ex comunisti, il partito Die Linke su tutti.

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