Morbillo e vaccinazioni in Germania

Pubblicato su Scienza in Rete

Berlino sta vivendo una forte epidemia di morbillo. Iniziata nell’ottobre 2014, per gli esperti non si tratta di una sorpresa assoluta perché le lacune nella vaccinazione della popolazione sono relativamente grandi. Ne abbiamo parlato con Alberto Villani, responsabile di Pediatria Generale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, e con Susanna Esposito, Presidente della Commissione OMS per l’eliminazione di morbillo e rosolia congenita.

Antonio Pilello intervista Alberto Villani e Susanna Esposito

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Germania: comunicazione e ambiente nel dibattito elettorale

Pubblicato su Rivista Micron

Berlino è la seconda città in Europa per numero di abitanti e rappresenta un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, in continua evoluzione. La recente scelta di dismettere le centrali nucleari presenti sul territorio tedesco entro il 2022 ha riportato al centro della vita politica la discussione attorno a temi fondamentali per il futuro, fra i quali la transizione energetica verso le fonti rinnovabili, la lotta al cambiamento climatico, la protezione dell’ambiente e la sostenibilità.

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Berlino, la capitale dei talenti

Pubblicato su Scienza in Rete

Berlino è povera, ma sexy. Klaus Wowereit, sindaco dal 2001, ha descritto così la capitale tedesca. È vero, la città-Stato deve fare i conti con un debito elevatissimo che potrebbe aumentare, secondo le previsioni, sino a circa 65 miliardi di euro entro la fine del 2015. Tuttavia, la metropoli costituisce uno tra i più grandi e più moderni centri scientifici di tutta Europa, essendo sede di quattro università, sette accademie tecniche e 70 istituti di ricerca.

Berlino è una vera e propria “capitale dei talenti”. Circa 200mila persone provenienti da tutto il mondo sono impegnate a vario titolo nella scienza e nella ricerca. Nel compendio Who’s Who Wissenschaftsmetropole Berlin, curato dal portale Berlin Sciences, ci sono circa 300 profili di studiosi e scienziati che occupano posizioni chiave in città. Inoltre, sono presenti i contatti di quasi tutti gli istituti di ricerca. Questa directory online mette dunque in mostra le menti più importanti che influiscono sulle decisioni della comunità scientifica e sul benessere dei cittadini. Si tratta di un documento prezioso che facilita il trasferimento delle conoscenze e delle innovazioni alle aziende vicine e alla popolazione. Chiunque può utilizzare questo elenco, trovando rapidamente il referente più indicato per sviluppare le proprie idee o eventuali progetti. Insomma, gli scienziati “ci mettono la faccia”, consapevoli dell’importanza e della responsabilità del loro ruolo.

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Scienza e Ostalgie nella Germania Est

Pubblicato su Il Mitte

«La Repubblica Democratica Tedesca (DDR, in tedesco Deutsche Demokratische Republik) è scomparsa senza che la piangessimo. E l’Ostalgie è il nostro lutto a scoppio ritardato». Lo scrittore tedesco Thomas Brussig, intervistato da La Stampa nel novembre 2005, ha descritto così lo stato d’animo dei cittadini della Germania Est dopo la caduta del muro di Berlino. Nell’autore , pur a distanza di anni, sembra ancora molto forte il legame con il passato: «DellaDDR a volte mi manca la penuria. Se posso comprare tutto, spesso non compro niente. Si apprezzano solo le cose che mancano». E ancora: «Adesso all’Ovest molti vedono la scomparsa della DDR come la scomparsa di un mondo di prodotti e di marchi, mentre in realtà è scomparso un modo di vivere e di lavorare. Per esempio, il fatto che molti non avessero il telefono aveva creato la cultura delle visite».

Dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989 e la riunificazione tedesca dell’anno seguente, lo stile di vita del Paese socialista fu presto soppiantato dalle nuove libertà politiche ed economiche già presenti all’Ovest. L’unificazione venne conseguita estendendo i principi della carta costituzionale della Repubblica Federale di Germania, la Legge fondamentale (Grundgesetz), anche alla parte Est. Nella lista delle regioni, i Länder, furono aggiunti anche quelli orientali mentre l’articolo 23, che lasciava in sospeso la validità della Legge Fondamentale per un futuro in cui le due Germanie si sarebbero unite, fu abolito.

Tuttavia, molti tedeschi orientali iniziarono presto a sentire la mancanza di alcuni aspetti delle loro vecchie vite. L’Ostalgie, il neologismo coniato proprio da Brussig e che nasce dalla crasi tra Ost (est) e Nostalgie (nostalgia), si riferisce, infatti, al rimpianto che si prova per la scomparsa dello stile di vita della DDR, a favore del capitalismo e della cultura occidentale dedita al consumismo. Bisogna poi tener conto di un fatto molto importante, che contribuì ad alimentare il diffuso senso di disagio per la recente riunificazione. Il 1 luglio 1990, il marco orientale fu convertito alla pari per salari e depositi bancari, fino a 4000 marchi. Somme superiori di depositi, debiti aziendali e affitti di case furono convertiti a un tasso 2:1 mentre il “denaro speculativo”, acquistato poco prima dell’unificazione, fu convertito con un tasso 3:1. Si trattò, quindi, di un massiccio sussidio proveniente da Bonn, che di fatto ebbe l’effetto negativo di porre i cittadini orientali in una posizione subalterna, alimentando un forte desiderio di rivalsa e rendendo comunque poco competitive le aziende della defunta DDR.

Gli Ossi, i tedeschi orientali, secondo molti luoghi comuni sarebbero pigri, furbi, burocratici, in costante attesa dell’intervento statale e assolutamente privi di qualsiasi spirito d’iniziativa. IWessi dell’Ovest avrebbero invece grandi qualità morali, civiche e imprenditoriali. Niente di più falso e parziale. Il sistema scolastico orientale, probabilmente migliore e più paritario, fu smantellato rapidamente. Quello sanitario, gratuito e pubblico, fu sostituito da quello di tipo assicurativotuttora in uso. Il numero degli asili nido pubblici, un tempo diffusi in modo capillare, fu ridotto sensibilmente. La classe dirigente locale fu rapidamente rimpiazzata da quella dell’Ovest. I Länder orientali, infine, hanno ancora oggi un tasso elevato di disoccupazione, un tempo quasi assente nella DDR, mentre non sorprende il crescente consenso elettorale degli ex comunisti, il partito Die Linke su tutti.

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