La transizione energetica in Germania

Pubblicato su Scienza in Rete

In Germania è in corso una rivoluzione che durerà decenni. La chiamano Energiewende e, come la Wende associata al crollo del blocco comunista, cambierà il volto del Paese. Anzi, lo sta già cambiando. Questo termine fu usato per la prima volta nel 1980, in uno studio pubblicato dall’Öko-Institut. Nel 2002, questo concetto è stato ripreso e definito nella sua forma attuale dal Bundesministerium für Umwelt, Naturschutz und Reaktorsicherheit (BMU). La transizione energetica, questa la traduzione di Energiewende, consiste nel passaggio dai combustibili fossili e nucleari alle fonti rinnovabili. Queste includono varie forme di energia, come quella idroelettrica, geotermica, eolica e solare. Inoltre sono previsti una maggiore efficienza e il risparmio energetico.

Come riportato sul sito Energy Transition della Heinrich Böll Stiftung, un sondaggio del 2011 ha rivelato che il 66% dei Tedeschi ritiene che il cambiamento climatico sia un fenomeno molto grave. L’indagine ha anche scoperto che il 79% della popolazione crede che l’Energiewende favorisca la crescita economica e permetta la creazione di nuovi posti di lavoro. Trattandosi di un progetto a lunga scadenza, è necessario sensibilizzare i più giovani. Peter Altmaier, il ministro federale dell’ambiente, ha lanciato lo scorso 11 marzo l’iniziativa Schulen zeigen Flagge für die Energiewende. Il BMU ha contattato circa 10mila scuole per informare i dirigenti scolastici che fino al 22 aprile sarà possibile richiedere uno dei 25 pacchetti per il risparmio energetico, con materiali che aiuteranno le scuole e gli alunni a pianificare la riduzione delle loro emissioni.

(Continua su Scienza in Rete)

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