Italy SimSmoke

Pubblicato su A Nordest Di che

Scritto con Riccardo Di Grigoli

In Italia, come riportato dal Ministero della Salute, si stima siano attribuibili al fumo di tabacco dalle 70mila alle 83mila morti l’anno, con oltre il 25% di questi decessi compreso tra i 35 e i 65 anni di età. Tuttavia, il numero dei fumatori potrebbe essere ridotto del 34% entro il 2040. Complessivamente, se verranno rispettate e adeguate le politiche di controllo sulla prevenzione, nel nostro paese i decessi causati dalle malattie legate al fumo potrebbero ridursi di 300mila unità nei prossimi trent’anni.

Come riportato nello studio Italy SimSmoke del 2012, che ha visto la collaborazione dell‘Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e dell‘Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica, il problema del fumo e la conseguente mortalità potrebbero essere contrastati più efficacemente attraverso maggiori interventi governativi e campagne di dissuasione più efficaci, di cui il nostro Paese negli anni si è dotato. Anche se non del tutto, visto che la strada per adeguarsi alle linee guida proposte dall‘Organizzazione mondiale della sanità appare ancora lunga, nonostante i dati diffusi dall‘Istituto superiore della sanità riportino una diminuzione del numero di fumatori italiani di quasi due punti percentuali nell‘ultimo anno (dal 22,7% al 20,8%).Secondo lo studio, per il quale i ricercatori hanno utilizzato il modello SimSmoke, una simulazione già testata con successo in altri paesi, i passi da compiere per contenere l’impatto sulla mortalità potrebbero essere: l’aumento dei prezzi del tabacco, la realizzazione di un maggior numero di campagne antifumo, la cessazione completa del programma di trattamento, avvertenze sanitarie forti, regolamenti più severi e il divieto di fare pubblicità. Un altro fattore importante è costituito dalle leggi che limitano l’accesso al fumo dei più giovani.

(Continua su  A Nordest Di che)

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