Morire di traffico

„Siamo nati per camminare“, il gioco di educazione alla mobilità sostenibile promosso dai Genitori Antismog di Milano, quest’anno non è stato realizzato per mancanza di fondi. L’obiettivo era quello di ridurre l’uso delle auto nei percorsi casa-scuola, al fine di far crescere i propri bambini in un ambiente con meno smog, traffico e rumore. Tutto rinviato al 2012, ma intanto cosa siamo costretti a respirare? Il progetto europeo Aphekom (Migliore Conoscenza e Comunicazione per l’Adozione dei Provvedimenti per la Salute in Europa) quantifica l’impatto dell’inquinamento atmosferico in 25 città europee, tra cui Roma. Dopo due anni e mezzo di ricerche, con più di 60 scienziati impegnati, ecco i risultati: se i livelli delle polveri sottili si riducessero a quelli raccomandati dall’ dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, 10 μg/m3) si avrebbe un incremento dell’aspettativa di vita, con una sensibile riduzione dei costi sanitari e sociali. Ad esempio, se a Roma la concentrazione media annuale di particolato PM 2.5 si riducesse a 10 μg/m3, si avrebbero oltre 1200 morti in meno. Chi ha oggi 30 anni guadagnerebbe un anno di vita, con un risparmio superiore ai 2 miliardi di euro. Lo scenario si ripete anche nelle altre grandi città. L’ultimo Rapporto annuale di Legambiente, Ambiente Italia e Sole 24 Ore sulla eco-sostenibilità dei centri urbani ci ricorda che annualmente a Milano i decessi legati allo smog sono oltre 800. In totale, l’OMS calcola che ogni anno in Italia almeno 8500 persone muoiono prematuramente per gli effetti a lungo termine delle polveri sottili o per l’esposizione ad alti livelli di ozono. La densità automobilistica costituisce uno degli elementi più critici, ma il tasso medio di motorizzazione dei comuni capoluogo italiani rimane molto elevato, con 63.7 auto ogni 100 abitanti (rispetto alle 32 di alcune grandi capitali europee). Una mobilità sostenibile è un obiettivo irrinunciabile. Poche automobili e più trasporto pubblico? Questa la soluzione?

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